FUMETTI & MANGA

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  mr. Z il Gio 20 Mar 2008 - 4:53

Mikey Mouse da quale idea sarà nato?

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mr. Z

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  taita il Gio 20 Mar 2008 - 11:09

Zeta...è Mortimer? Suspect

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Tutti muoiono...alcuni prima...ed è un peccato....altri dopo...ed è un peccato uguale...
Prima Pensa,Poi Parla,Poichè Parole Poco Pensate Portano Pena....
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taita

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  visir il Gio 20 Mar 2008 - 14:56

..come tutti, caro Z... anche lui... è nato da una topa..... Very Happy
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visir

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  mr. Z il Gio 20 Mar 2008 - 15:14

Si Taita c'è anche scritto accanto.... Very Happy

Visir una domanda.....se paperino è felice perchè si fa le paperine, topolino è felicissimo perchè si fa le topoline....perchè pippo è infelice? Very Happy Shocked Laughing
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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  mr. Z il Gio 20 Mar 2008 - 15:38

RECENZIONE da cartonionline.com

BERSERK

Va' detto subito che Berserk non è assolutamente un fumetto o un cartone animato per bambini, ma decisamente per un pubblico adulto pronto e maturo per affrontare scene violente e crude, ai limiti dello splatter, questo in tutta risposta a chi pensa che i manga e gli anime in generale, siano un prodotto esclusivamente per gli under 12. Lo stesso personaggio principale di Berserk, Gatsu non è certamente un modello da prendere come esempio, visto il suo comportamento a volte, piuttosto discutibile, crudele, solitario, privo di sentimenti, volgare e spietato con tutti. Berserk ideato e disegnato dal geniale Kentano Miura fa la sua prima apparizione in edicola nell'agosto del 1996 per le edizioni Planet Manga. Visto il personaggio originale e controcorrente e l'ambientazione fantasy-horror, Berserk diventa nel giro di qualche anno un fenomeno editoriale incredibile, tale da essere considerato un fumetto "cult" di fine secolo.

BerserkBerserk narra la storia di Gatsu, un cavaliere nero medioevale, dotato di una gigantesca spada chiama l'Ammazzadraghi, che tiene dietro la schiena, è cieco ad un occhio ed è dotato di un braccio metallico artificiale in grado di sparare frecce e cannonate. Gatsu vaga assetato di vendetta, alla ricerca di un gruppo di cinque esseri malvagi facenti parte della setta de "La mano di Dio". Il carattere di Gatsu (Berserk) è duro e spietato e lo dimostra sin dal primo episodio, quando entrato in una taverna, fa a pezzi dei briganti che stavano molestando una ragazza. L'unico lato ironico e divertente di Berserk è rappresentato da Pak, un simpatico elfo che accompagna Gatsu in tutti i suoi viaggi e che gli torna utile in quanto possiede la proprietà di curare le ferite, Pak è stato salvato da Gatsu (Berserk) da una compagnia teatrale. Berserk - GrifisIl passato di Gatsu (Berserk), viene rivelato un po' alla volta attraverso i suoi ricordi che vanno dalla sua infanzia travagliata all'arruolamento nella Squadra dei Falchi. Viene trovato sotto il corpo della madre, morta impiccata, da un gruppo di mercenari che lo allevano. Il suo padre adottivo, Gambino, gli insegna l'arte del combattimento e della spada. Durante la sua infanzia e in seguito alla morte di Gambino,Gatsu (Berserk) è costretto a subire diverse violenze che ne forgiano il carattere trasformandolo in un uomo duro e spietato, sino a quando viene arruolato come mercenario, nella Squadra dei Falchi comandata dal ambizioso Grifis, un personaggio bello e carismatico assetato di potere. Gatsu (Berserk) farà parte della Squadra dei Falchi per oltre tre anni, durante i quali diventerà molto amico del comandante Grifis, con il quale vincerà numerose battaglie.
Gatsu rivela qui tutta la sua abilità e il suo carisma che lo porta a diventare un punto di riferimento e un amico per tutti i soldati. Nel gruppo c'è anche una donna guerriera chiamata Caska, Berserk - Caskadella quale si innamora. A questo punto, la serie di Berserk attraversa dei punti narrativi chiave. In seguito ad una umiliazione subita da parte di Gatsu, Grifis diventa sempre più violento e malvagio tanto da diventare adepto della setta "La mano di Dio". Questi guida Gatsu e la squadra dei Falchi all'inferno, in quanto vuole sacrificarla ai Cinque della Morte. Ne scaturisce un massacro dal quale sopravvivono soltanto Gatsu e Caska, che però vengono segnati a vita da questo episodio. Nel tentativo di salvare Caska dalle orde di demoni che volevano violentala per trasformarla in un essere infernale, Gatsu viene ferito sul collo e marchiato dal male che lo perseguiterà per sempre. Scampato alla lotta ora Gatsu vaga alla ricerca di questi cinque esseri e soprattutto del segreto del Bejelit, un oggetto che gli consentirebbe di trovarli. La ferita gli sanguinerà ogni volta si troverà di fronte ad un demone. E' a questo punto che la serie Berserk raggiunge il suo culmine e la sua popolarità. il manga di BerserkLa trama di Berserk diventa affascinate e complessa e compaiono diversi riferimenti ai racconti e alla filosofia di Clive Barker. Berserk è anche contraddistinto da dei disegni che dal tratto iniziale un po' ingenuo e "naif", via via diventano sempre più raffinati e ricchi di particolari. Prima di realizzare Berserk, l'autore Kentaro Miura ha maturato il suo stile anche grazie alla realizzazione di diverse storie brevi sceneggiate da Buranson (l'autore di Ken il guerriero). Su Berserk giocano un ruolo molto importante gli elementi soprannaturali come demoni infernali e mostri della peggior specie, che vengono realizzati graficamente in modo esemplare e conil manga di Berserk una cura dei particolari, quasi maniacale. Per quanto riguarda la serie di Berserk a cartoni animati, bisogna precisare che qui non troviamo tutta la storia completa del personaggio (ancora in evoluzione), la narrazione termina con lo sterminio della Squadra dei Falchi. La serie di Berserk a cartoni animati si compone di 25 episodi molto fedeli al manga originale, al punto che sono stati ripresi gli stessi disegni del fumetto come disegni chiave sui quali si sono poi realizzati e montati i disegni di intercalaggio per i movimenti. Gli unici cambiamenti riguardano alcune scene di violenza e di sesso limitate e censurate, che però non ne hanno compromesso la coerenza narrativa e qualitativa. Per quanto riguarda le musiche, oltre l'ottima sigla iniziale, i sottofondi musicali contribuiscono bene a introdurre le atmosfere fantasy. Concludiamo dicendo che il cartone animato di Berserk è da considerarsi uno dei più belli anime prodotti nella seconda metà degli anni '90, al pari di Evangelion, Cowboy Bebop e I cieli di Escaflowne.[i][u]
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Messaggio  mr. Z il Sab 22 Mar 2008 - 5:22

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Messaggio  mr. Z il Sab 22 Mar 2008 - 5:26

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  Ladyhawke il Sab 22 Mar 2008 - 16:18

...CORTO MALTESE...


Corto Maltese (il suo nome somiglia a uno pseudonimo: in argot spagnolo corto vuol dire rapido, maltese indica la sua provenienza) è un marinaio ed avventuriero degli inizi del ventesimo secolo (dal 1900 agli anni venti). Il padre è un marinaio inglese di Tintagel King's Arthur Castle in Cornovaglia, nipote di una strega dell'Isola di Man; sua madre è una gitana di Siviglia, la Niña di Gibraltar, modella del pittore Ingres. Trascorre la prima infanzia prima a Gibilterra, poi a Cordova, viene poi mandato dalla madre a La Valletta a studiare alla scuola ebraica del rabbino Ezra Toledano, che lo inizia ai testi dello Zohar e della Cabbala. Quando Amalia, la cartomante si accorge che Corto non possiede la linea della fortuna sulla mano sinistra, Corto Maltese prende un rasoio d'argento di suo padre e se ne incide una da solo. Porta un orecchino all'orecchio sinistro, seguendo una tradizione già presente nel XIX secolo nella Marina Mercantile Inglese. L'orecchino all'orecchio destro, invece, era in uso nella Marina da Guerra, sempre in Inghilterra. Pare che portarlo all'orecchio sinistro sia un simbolo anarchico.

Il personaggio debutta nel fumetto a puntate Una ballata del mare salato (1967), una storia di pirati ambientata nelle isole del Pacifico agli inizi della prima guerra mondiale.

Corto Maltese impersona lo scetticismo dell'autore riguardo le convinzioni nazionalistiche, ideologiche e religiose. Corto fa amicizia con persone di tutti i tipi: il criminale russo Rasputin (nessuna relazione storica con il personaggio omonimo realmente esistito, anche se il Rasputin di Pratt è fisicamente modellato su quello storico), il piccolo ereditiero inglese Tristan Bantham, la strega voodoo Bocca Dorata, lo sciamano Shamael e il professore universitario ceco Jeremiah Steiner (anch'esso esistito sotto il nome di Rodolfo Steiner). Inoltre incontra molte figure storiche reali, fra cui Jack London, Ernest Hemingway, Gabriele D'Annunzio, Herman Hesse, Butch Cassidy, il generale russo Roman von Ungern-Sternberg ed il turco Enver Pasha. Le persone che incontra lo trattano con grande rispetto, come quando una telefonata a Josif Stalin lo libera dagli arresti mentre è incarcerato sul confine fra Turchia e Armenia.

Le storie di Corto Maltese spaziano dalle avventure storiche alle sequenze oniriche.


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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  mr. Z il Dom 23 Mar 2008 - 21:24

Benito Franco Jacovitti nasce a Termoli, in provincia di Campobasso, il 9 marzo 1923.

La madre, Elvira Talvacchio, aveva lontane origini albanesi, tanto che fino all'eta' di sei-sette anni Jacovitti parlava perfettamente albanese, che unito alla gia' fervida fantasia di bambino e al dialetto molisano, lo faceva contare fino a 10 cosi': onza, donza, trinza, quaraqua, rinza melaga, dunza, rif,raf e rof.

Il padre Michele Iacovitti (notate che la I e'diventata J solo per un vezzo artistico) faceva il ferroviere ed era affascinato dalle figure politiche forti (da cui i nomi assegnati al figlio per fortuna evitando Adolfo), come secondo lavoro faceva l'operatore in una sala di proiezione cinematografica, cosa che regalo'al piccolo Jac, la possibilita'di vedere centinaia di films. I western erano quelli preferiti.

Aveva due fratelli Maria e il piccolo Mario, e dato che erano abbastanza poveri, lui da bravo fratello maggiore costruiva loro i giocattoli, con forbici, ago e filo creava pupazzi di stoffa, e poi trenini, casette, automobiline.

A sei anni inizio'a disegnare le prime storie a vignette sui lastroni di pietra che ricoprivano le strade di Termoli. La gente si fermava a guardare. Erano i suoi primi ammiratori.

A 8 anni Benito, e tutta la famiglia, lascio'Termoli per Ortona a Mare, poi Macerata dove frequento' le elementari...
Infine giunse a Firenze, dove frequento'la scuola d'arte e il liceo artistico.
Ed e'proprio qui al liceo di Firenze che gli venne affibbiato il soprannome di "Lisca di pesce", tanto era alto e magro, e con una lisca di pesce rossa firmera'quasi tutte le sue tavole.

Sempre al liceo artistico di Firenze disegno'le prime vignette per i suoi compagni, Franco Zeffirelli era uno di questi; quindi fece le sue prime caricature, prima per i soldati tedeschi, e alla fine della guerra, per i soldati americani.

Nel 1939 pubblico', presso la casa editrice torinese "La Taurina", l'unica storia seria della sua carriera: 'L'eroe delle cinque giornate' sull'insurrezione popolare del 1848 milanese.
Inizio'a collaborare con il settimanale umoristico fiorentino 'Il Brivido', poi con il periodico satirico 'Il Travaso', e soprattutto con il famoso giornale per ragazzi 'Il Vittorioso' (dal 1939 al 1967).

A Firenze Jacovitti visse e subi', come tutti gli italiani, la seconda guerra mondiale, e quando c'erano i bombardamenti lui non andava nei rifugi, ma sui terrazzi dei palazzi, per vedere le bombe cadere, sentirne il sibilo, ascoltarne il rumore assordante, anche se aveva una paura tremenda, ma tant'e'questo era Jac.
Solo un volta si nascose in un rifugio, una cantina, e passo'tutta la notte nascosto sotto un pianoforte. Da quella postazione protetta vide due bellissime gambe, delle quali si innamoro'. Erano le gambe di Floriana Jodice, quella che divenne poi sua moglie e da cui ebbe una figlia: Silvia

Nel 1946 si stabili' definitivamente a Roma, qui conobbe e lavoro'con personaggi come Marchesi, Metz, Fellini, Mosca, Steno. Facevano i ritratti, le caricature per gli americani. Erano i ragazzi del 'Bertoldo' e del 'Marc'Aurelio', i giornali di satira di quei tempi.
Cosi' la sua carriera iniziata a Firenze, continuo'nella capitale. Qui, oltre a continuare a collaborare con 'Il Vittorioso' prosegui' la realizzazione del 'Diario Vitt' per la casa editrice A.V.E.
Dal 57 al 67 lavoro' al supplemento ragazzi de 'Il Giorno', ed e'qui che il 28 marzo del 1957 nacque Cocco Bill.
Per tutti gli anni settanta e fino al 1982, Jacovitti collaboro' con 'Il Corriere dei Ragazzi' e con il 'Corriere dei Piccoli'.

Nel 1973 lavoro' per Linus, chiamato dall'allora direttore Oreste del Buono. Ma se ne ando'presto perche', oltre alle proteste dei vari gruppi dell'estrema destra e sinistra che aveva preso in giro nella sua storia e che lo avevano minacciato di morte, in una vignetta, al posto della carta igenica, disegno'una copia della rivista che lo aveva assunto da pochi mesi. La vignetta fu censurata, Jac non amava le censure, e se ne ando'
Ma qualcosa di simile era gia'successo quando scrisse 'abbasso il Papa'al bordo di una vignetta per una campagna elettorale della D.C. Aveva poi nascosto la frase sotto il nero, ma al momento di dare il colore, che allora si dava sul retro la scritta apparve in controluce. Non fece piu'la campagna elettorale. Era il 1948 ed erano schierati da una parte la Democrazia Cristiana, dall'altra il Fronte Democratico Popolare delle sinistre.

Jacovitti lavoro'per 'l'Europeo', fece vignette per 'Il Tempo', ma anche per 'il Male''Cuore' e 'Tango'.

Illustro' il Pinocchio di Collodi, un personaggio molto amato da Jacovitti, tanto da illustrarlo tre volte. Due volte nelle illustrazioni a commento del racconto ed una storia a fumetti.

Gli venne proposto nel 1977 di realizzare 'Il kamasultra' con i testi di Marcello Marchesi. La cosa lo incuriosi' e accetto'. Ma fu costretto a lasciare il Diario Vitt, perche' disegnare soggetti a tema erotico non era certo cosa che poteva far piacere alla casa editrice cattolica, ovviamente.
E neanche alla moglie che lo sgrido' moltissimo.
Ma Jac continuo' imperterrito e inizio'la sua collaborazione con Playmen. Realizzo' poi negli anni 80 'il Kamasutra spaziale'.

Lavoro' molto nel campo della pubblicita' ne ricordiamo alcune: i gelati Eldorado con Cocco Bill, la Facis con Pecor Bill, L'Olio Teodora con Zorry Kid, i salami Fiorucci, Il gatto Maramio, per i formaggini Mio. Il gioco dell'oca per l'Enel...

Le sue ultime collaborazioni furono per 'il Giornalino' delle Edizioni Paoline.

Fu insignito dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel dicembre 1994 dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro.

Parlare dei personaggi di Jacovitti e'un compito arduo, sono tanti e tutti importanti. Ci sono i 3 P (Pippo Pertica e Palla) ai quali era affezionatissimo perche'gli ricordavano i suoi compagni di scuola e Pippo in particolare , con cui si identificava.

Poi Cip il poliziotto, il Pirata Gamba di Quaglia e Battista l'ingenuo fascista, Oreste il guastafeste e Gionni Galassia. Poi ancora Giuseppe, l'unico personaggio muto di Jacovitti, Zorry Kid e Kid Paloma. Elviro il vampiro, il giornalista investigatore Tom Ficcanaso e Baby Tarallo. Pape' Satan e Aleppe, tre assurdi diavoloni. Il marziano Microciccio Spaccavento. Zagar (Macchia nera in versione jacovittesca). La terribile vecchietta, la Signora Carlomagno. E ancora l'indiano Occhio di Pollo, Giacinto il Corsaro dipinto, il bandito Pasqualone e la strega Filippo. Lolita dolcevita, teen ager anni 60, il diavoletto Pop Corn e Jac Mandolino, e ancora tanti tanti e tanti, ma il suo personaggio preferito, il suo alter ego, la proiezione massima delle fantasie jacovittiane e' senza dubbio Cocco Bill. Jacovitti amava il lontano west,e aveva infatti una collezione di armi (dal fucile Winchester alle colt)che spesso usava con proiettili a salve per spaventare il gatto di casa, la moglie, la portiera, il postino. Indossava il cappellone, metteva le pistole nei foderi ed usciva per un incontro alla 'mezzogiorno di fuoco' con il suo amico disegnatore Nevio Zeccara. Si incontravano nella piazzetta vicino casa e chi sfoderava le armi per primo vinceva.
L'arma di Jacovitti era il pennino Perlier (non usava rapidograph o altri 'strumenti complicati' come li chiamava lui) una boccetta di inchiostro nero e un foglio di carta porosa. Impaginava, scriveva i testi, stendeva i chiaroscuri, faceva tutto da solo. Soltanto i colori erano dati da un suo amico e collaboratore, Alfonso Castellari. Iniziava a riempire il foglio , gia' impaginato, dal basso a sinistra verso l'alto, senza sapere quello che sarebbe successo, andava a braccio . Aveva in mente l'idea di una storia, e poi la storia si realizzava mentre veniva disegnata. Contro la tradizione che predicava la progressione forzata soggetto - sceneggiatura -matita - china, lui aggrediva il foglio direttamente con il pennino, con il tratto, senza ripensamenti, proprio di chi sa fare, ma soprattutto di chi vuol fare.

Jacovitti e' stato paragonato a Esher e a Bosch.
In Francia lo chiamano il Disney europeo.
Un maestro dell'assurdo, un 'estremista di centro', che ha sempre dimostrato grande liberta' e indipendenza dal potere, principale oggetto dei suoi sberleffi.
Un aggressivo burlone capace di scherzare su tutto e su tutti.
Un disegnatore e sceneggiatore che ha giocato con il linguaggio come un bambino che prende a martellate il trenino nuovo che gli ha regalato papa'.
Un funambolo in equilibrio sulla matita.
Maestro di grafica, di follia universale, di nonsenso, di liberta', di sommessa anarchia.
Creatore di un universo originale e irripetibile dove tutto e' possibile.
Un uomo dal cuore grande, che si definiva un clown, e che riusciva a far ridere anche quando era triste.
Un maestro.
E a noi piace pensare che il 3 dicembre 1997, lui, insieme alla sua amatissima moglie Lilli, si sia nascosto in mezzo ai suoi mille personaggi, e che da li' ci guardi divertito, quando ci perdiamo nella lettura delle sue affollatissime tavole.

Si dovrebbe aggiungere un altro personaggio alla sua galleria e cioe'Jacovitti. Infatti Benitone sembra uscito dalla sua stessa matita. Alto grande e grosso, con il sigaro in bocca, e con l'espressione di chi l'ha combinata grossa. Amava fare scherzi terribili e cattivi, raramente parlava sul serio, e giocava sempre con tutti, soprattutto con quelli che non capivano che stava giocando. Amava la musica jazz, il jazz caldo quello di Armstrong, i suoi strumenti preferiti erano il banjo e la tromba. Non sapeva suonare ma si compro' una batteria. Cosi'mentre disegnava, ascoltava musica jazz e teneva il tempo battendo con il piede destro il pedale del charleston. Liberale vecchio stampo, ma anarchico nelle idee e nei comportamenti, dissacratore e dispettoso. Allergico alle censure da qualsiasi parte venissero. Pigro da morire, usciva solo con la sua fantasia, e faceva dei viaggi bellissimi.Il suo mondo fisico era grande 20 metri quadri, (in pratica viveva nel suo studio) ma il suo mondo interiore era gigantesco oltre i limiti dell'universo.

(da jacovitti.it)



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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  mr. Z il Mar 25 Mar 2008 - 4:55

BREVE STORIA DEL FUMETTO ITALIANO

Il fumetto italiano nasce negli anni Trenta, con grandi debiti nei confronti del fumetto americano di cui pubblica, in quegli anni, quasi tutto il materiale esistente. Contemporaneamente inizia a svilupparsi una scuola di sceneggiatori e disegnatori nazionali, alla ricerca di una propria consapevole identità e di una maggiore autonomia espressiva. Nell'immediato Dopoguerra, un gruppo di Case editrici italiane, tutte di carattere e struttura artigianale, dà il via a una grande produzione a fumetti che giunge ben presto a contrastare il predominio della tradizione del materiale di importazione nord-americano, fino a renderlo irrilevante. Tra queste Case editrici si segnala sempre più la Edizioni Audace, che Gian Luigi Bonelli, già affermato sceneggiatore, ha rilevato nel 1940 dall'editore Lotario Vecchi. A causa di una serie di vicende legate al conflitto, la direzione della Casa editrice passa successivamente alla moglie Tea che, in breve tempo, la impone sul mercato grazie ad alcuni successi del fumetto popolare degli anni Quaranta-Cinquanta (Tex, Hondo, Ipnos, Mani in alto!, Kociss, I Tre Bill, Yuma Kid, il Sergente York), i cui testi portano spesso la prestigiosa firma di Gian Luigi Bonelli. All'inizio degli anni Sessanta, la direzione della Casa editrice passa a Sergio Bonelli, all'epoca già impegnato nell'attività parallela di sceneggiatore con lo pseudonimo di Guido Nolitta. Da Audace l'azienda diventa Edizioni Araldo e, nel corso degli anni successivi, assume, talvolta contemporaneamente, nomi diversi: Cepim, Daim Press, Altamira e, oggi, Sergio Bonelli Editore. La serie dei successi prosegue con personaggi come il Piccolo Ranger (1958), ideato da Andrea Lavezzolo, Zagor (1961) di Guido Nolitta e il Comandante Mark (1966), firmato dal gruppo EsseGesse. A partire dai primi anni Sessanta (con Storia del West, scritta e disegnata da Gino D'Antonio, pubblicata in molti Paesi europei e perfino in Brasile), i temi e gli schemi dell'avventura tradizionale vengono progressivamente rinnovati, nel quadro di un progetto di revisione del concetto di avventura classica.
Questo processo culmina nella seconda metà degli anni Settanta con l'uscita di collane come I Protagonisti (1974), Un Uomo, un'Avventura (1976) e l'apparizione di personaggi come Mister No (creato da Guido Nolitta nel 1975), Ken Parker (di Berardi e Milazzo, 1977) e Martin Mystère (di Alfredo Castelli, 1982). Contemporaneamente all'affermarsi in Italia e in Francia del cosiddetto "fumetto d'autore", anche Sergio Bonelli scende in campo con due riviste che resteranno tappe fondamentali dell'editoria italiana: Orient Express, che accanto a giovani talenti nostrani come Saudelli, Rotundo e Cossu ospita anche nomi già consacrati come quelli di Magnus e di Giardino, e Pilot (edizione italiana dell'omonima e prestigiosa rivista francese); episodi, questi, che, pur con esiti poco fortunati di vendite, testimoniano la costante attenzione della Casa editrice verso i nuovi umori e le nuove tendenze del fumetto internazionale. L'evoluzione prosegue nei primi anni Ottanta con la nascita di Dylan Dog, l'Indagatore dell'Incubo creato dalla penna di Tiziano Sclavi, con il poliziesco Nick Raider (scritto da Claudio Nizzi) e con Nathan Never (creato dagli sceneggiatori Michele Medda, Antonio Serra e Giuseppe Vigna), prima incursione della Casa editrice nel territori della fantascienza. Gli anni Novanta hanno visto l'arrivo di serie fantasy come Brendon e western-horror come Magico Vento, senza dimenticare le tre collane incentrate su personaggi femminili (Legs Weaver di Medda, Serra & Vigna, Julia di Giancarlo Berardi, Gea di Luca Enoch), mentre il Duemila è iniziato con il debutto di Dampyr (ideato e scritto da Mauro Boselli e Maurizio Colombo) e di Gregory Hunter, il Ranger dello spazio firmato da uno dei tre "papà" di Nathan Never, Antonio Serra.
Pur essendosi avventurata anche in produzioni a colori, la Sergio Bonelli Editore ha sempre preferito la proposta del bianco e nero, privilegiando l'interesse dei contenuti e una politica di prezzi di vendita popolari. Attualmente vengono pubblicate sedici testate-chiave: Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystère, Dylan Dog, Nick Raider, Nathan Never, Legs Weaver, Collana Almanacchi, Magico Vento, Napoleone, Brendon, Julia, Jonathan Steele, Gea e Dampyr. A conti fatti, una delle maggiori soddisfazioni della Casa editrice è di essere riuscita a far conoscere e amare - praticamente in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e il Sud America - quel fumetto italiano che, nel Dopoguerra, aveva contribuito caparbiamente a far nascere.
Nel corso del tempo, i personaggi di Sergio Bonelli Editore hanno infatti più volte varcato i confini dell'Italia. Evitando di tracciare una mappa completa delle varie traduzioni, non possiamo non ricordare almeno l'edizione indiana di Tex in lingua tamil e le mini-serie di Nathan Never, Dylan Dog e Martin Mystère edite nel 1999 dalla Casa editrice americana Dark Horse.

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  mr. Z il Mar 25 Mar 2008 - 4:57

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  Meo il Sab 29 Mar 2008 - 3:20

mr. Z ha scritto:RECENZIONE da cartonionline.com

BERSERK

Va' detto subito che Berserk non è assolutamente un fumetto o un cartone animato per bambini, ma decisamente per un pubblico adulto pronto e maturo per affrontare scene violente e crude, ai limiti dello splatter, questo in tutta risposta a chi pensa che i manga e gli anime in generale, siano un prodotto esclusivamente per gli under 12. Lo stesso personaggio principale di Berserk, Gatsu non è certamente un modello da prendere come esempio, visto il suo comportamento a volte, piuttosto discutibile, crudele, solitario, privo di sentimenti, volgare e spietato con tutti..[i][u]

Figurativi n'pò che in un numero Gatsu sta difendendo un villaggio sotto attacco e vede la porta di una capanna chiudersi di colpo. Credendo che uno dei saccheggiatori si sia nascosto la dentro, trapassa la porta col su spadone. segue un urlo lancinante. la porta lentamente ruota sui cardini e mostra un ragazzo del villaggio ,impalato sulla porta come un insetto sul tavolo di un entomologo. Gatsu contempla il suo terribile errore con sguardo filosofico, scuote la testa e dice: "ah, povero ragazzo.......ma che vuoi farci? è la guerra....."
E se ne va.
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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  Meo il Sab 29 Mar 2008 - 3:28



Loro quel numero non l'hanno letto... (la moretta vestita di sacco è la fia di gatsu, ma si sa, le ragazze crescono prima)
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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  Ladyhawke il Dom 30 Mar 2008 - 23:28



...il pià simpatico pasticcione della disney...

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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  Ladyhawke il Ven 18 Apr 2008 - 15:51



il protagonista di "hallo spank"...pare abbia fatto divertire una generazione di bambini....

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Messaggio  G@lloR il Ven 18 Apr 2008 - 16:12

adoro lo spank Very Happy
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Re: FUMETTI & MANGA

Messaggio  visir il Ven 18 Lug 2008 - 20:49

PROSEGUE LA PAUSA ESTIVA.... NATURALMENTE, SE QUALCUNO HA TEMPO E VOGLIA, IL FORUM E' APERTO...
SICCOME TEMO CHE L'INATTIVITA' POSSA CANCELLARE QUALCHE TOPIC, SPAMMO STO MESSAGGIO OVUNQUE.... BACIONI A TUTTI, E PER LA BIRRETTA IL MARINA 2 VI ASPETTA!!
Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
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visir

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