Leggende metropolitane e non....

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Leggende metropolitane e non....

Messaggio  molecular il Ven 11 Apr 2008 - 19:42

mi son sempre piaciute le leggende, che, oltretutto fanno parte integrante della cultura di ogni luogo e popolo....
come tali, nn son sempre reali ma in fondo nascondono sempre un velo di verita e di saggezza...


Nota leggenda piemontese narra di un simpatico animale che tra numerose difficolta sopravvive nelle ''nostre'' alpi,
e stato oggetto di innumerevoli ricerche ma nessun la mai visto, le uniche informazioni si tramandano da generazione in generazione......
Dopo alcune ricerche in internet ecco la leggenda del mitico DAU......

Il mitologico animale alpino ritratto da un anonimo artista valsesiano di inizio secolo (ventunesimo secolo) è da tempo motivo di diatribe tra gli autoctoni. C'è chi sostiene che non esista, c'è chi giura di averne visto anche più d'uno e chi mi dice:"Ma vai a lavorare, badola!".
Fatto sta che il Daù ha interessato scienziati di tutto il mondo per la sua particolare struttura fisica. Trattasi di un indefinito incrocio tra cerbiatto, cinghiale e/o capra con la buffa caratteristica di avere due gambe notevolmente più lunghe da una parte rispetto all'altra che gli consentirebbero di proseguire su coste di ripidi pendii senza alcuna difficoltà.
La particolarità è che le gambe più corte sono sempre dalla stessa parte e quindi TUTTI i Daù costeggiano le montagne rimanendo sempre alla stessa quota e procedendo sempre nello stesso verso! Il povero Daù può quindi solo vedere il posteriore degli altri Daù (che, nel caso delle Daù femmine, potrebbe anche ritenersi un vantaggio per l'accoppiamento) e sopratutto non può mai tornare indietro. Se un Daù si gira per tornare indietro mette le gambe lunghe a monte e non occorre essere un ingegnere per capire dove va a finire il baricentro facendolo precipitare e morire nel burrone.
Questa non banale ultima osservazione implica che un Daù nato su di una montagna conica isolata è destinato a girare in tondo tutta la vita cercando di procedere più velocemente della Daù femmina, che si trova più avanti, per poter procreare, ma soprattutto molto più velocemente del Daù "culallegro" che lo precede.
Se la montagna fa parte invece di una catena montuosa, come accade ad esempio in Valsesia, esso può procedere per chilometri ed arrivare nelle Alpi marittime, prima dalla parte del Piemonte poi, quando finiscono, gira attorno alla montagna (NON SU SE STESSO!) e se le rifà dalla parte Ligure con vista sul mare. Dopo Ventimiglia gira su per Les Deux Alpes e solitamente va a morire in Svizzera o nella Germania del sud.
Personalmente ci credo e mi stupisco di come non ci sia ancora un ente per la salvaguardia del Daù... forse dovremmo fondarlo noi ma al momento è impossibile perchè non sapendo com'è fatto non posso fare un logo verosimile.


Tratto da: http://ilbusca.blogspot.com/2006/05/leggende-valsesiane-1.html


PS: io ci provo ad aprire sto topic, ma se vedo che nn suscita interesse.... beh.......... nn occupiamo spazio ulteriore........ pig pig

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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  visir il Sab 12 Apr 2008 - 1:46

caro Mol, la storia del Daù è davvero mitica. tanto che in Val d'Aosta è assolutamente identica.
Ai bei tempi di Cervinia, avevo, come mio solito, perfino introdotto una stupidissima variante: ma il Daù (attenzione: la pronuncia è con la u francese, più che accentata..) che verso farà mai?
.... essendo tipico del Cervino.... (questa è la versione locale, ovvio..) farà....
BRRRREUIL...BRRRREUIL.... Very Happy Very Happy Very Happy

Nota: Cervinia ha il doppio nome franco-italico di Breuil Cervinia... per chi non lo sapesse... Very Happy
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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  visir il Sab 12 Apr 2008 - 1:52

..tornando a Cervinia e alle leggende.
Mio padre mi ha sempre raccontato delle famose capre a quattro corna che pascolavano sugli alpeggi del Breuil.
L'ho sempre considerata una leggeda, o meglio una clamorosa presa di culo stile Daù.
Invece.... qualche anno fa, rovistando fra vecchie foto.... eccola... la capra a quattro corna.... Very Happy Very Happy

troverò sta cazzo di foto.. su google immagini non c'è...
per intanto, se non vi fidate, beccatevi questa:

"Si conoscono molte razze di capra domestica... la forma e la lunghezza delle corna sono quanto mai variabili, tanto che vi sono persino varietà di capre a quattro corna.."

tratto da http://www.inseparabile.com/nuova_pa26.htm
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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  visir il Gio 17 Apr 2008 - 14:42

IL RE DEI TOPI:
Il leggendario Re dei Topi è costituito da un gruppo di animali uniti per l'estremità delle code in una sorta di orrido groviglio inestricabile.
Su Wikipedia, l'ho trovato solo in inglese: se volete saperne di più...
http://en.wikipedia.org/wiki/Rat_king



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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  molecular il Gio 17 Apr 2008 - 22:27

traduzione de '' IL RE DEI TOPI'' fatta con un traduttore on-line (che presto troverete sul portale).......
Siccome e una traduzione parola per parola bisogna rileggere le frasi piu volte... ma il senso si capisce......

TRADUZIONE.....
I re di topo sono dei fenomeni di cryptozoologia, cosi detto quando un numero di topi si attorcigliano le loro code, che diventa conficcato insieme al sangue, insieme alla terra, ed insieme all'escremento. Gli animali crescono conseguentemente insieme mentre unito alle code, che sono rotto spesso. Il fenomeno è particolarmente frequentato Germania, dove la maggioranza di casi è stato riferita.
La maggior parte dei ricercatori presume le creature sono leggendarie e che tutta la prova supposta fisica è beffato, come i gruppi mummificato di topi morti con le loro code legate insieme. Le relazioni di esemplari viventi rimangono infondato. Una causa teorica per il fenomeno è cramped vivendo lo spazio; i giovani topi potrebbero vivere anche insieme, diventando attentamente inestricabilmente impigliato. Comunque, il comportamento normale di topi, che cerca generalmente il loro proprio conforto, parla contro questa teoria. Nessuno studio scientifico è stato eseguito per provare una causa naturale del fenomeno.
Storicamente, i re di topo erano visti come un presagio estremamente cattivo, è frequentato particolarmente le piaghe. Questo è una conclusione ragionevole se sono naturalmente formati, poiché le grandi popolazioni di topi alloggiato nello spazio insufficiente portano generalmente con loro la malattia e la pestilenza. Con un aumento della misura della popolazione di topo viene un aumento della probabilitá di esplosione di malattia — per esempio, la Morte Nera, che è steso dai topi' le pulci.



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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  taita il Mer 23 Apr 2008 - 11:32

Allora cari amici…oggi vi porto a fare un giro in terronia bassa…
Quando ero piccola passavo le vacanza dai nonni in Puglia…sono tanti i ricordi belli ed emozionanti custoditi nel mio cuore…ma ci sono anche piccoli episodi inquietanti che derivano da una cultura totalmente differente da quella cui ero abituata…
Mi ricordo che la mia nonnina mi raccontava di un essere non meglio definito,perché io non l’ho mai visto,che terrorizzava l’immaginario collettivo…il fantomatico Laùru…
Ora….io ho fatto una ricerca su internet così…per cazzeggiare….figurati se lo trovo…col ciufolo!!!!
L’ho trovato!!!! affraid E la cosa carina è che dopo 30 anni riesco a dare un minimo di forma a questo coso che mi faceva così tanta paura da piccina…
Allora nonna molto furbescamente,non descriveva mai sto coso..io me lo immaginavo come una specie di animale non meglio identificato…poteva essere una specie di gatto o di grosso topo…insomma qualcosa di peloso con zampe e coda…orripilante…
Mi raccontava che era solito infestare le case,soprattutto quelle dei contadini…la notte faceva dispetti vari, rumori che ti svegliavano dal sonno dei giusti e piccoli guai in casa: rovesciava pentole e piatti, accendeva le luci, sparpagliava le cose in giro,nascondendole x non fartele trovare al mattino…se gli stavi simpatico l’esserino di notte ti saltava addosso nel sonno e ti faceva perdere il fiato…non riuscivi a muovere un muscolo e questo giustamente ti terrorizzava…ma se x caso riuscivi ad acchiapparlo potevi esprimere un desiderio..che però il burlone soddisfava al contrario (per esempio tu chiedevi soldi e lui ti portava ciottoli)
Nonna mi raccontava anche che chi aveva i cavalli ne era davvero impaurito…dice che Lu Laùru la notte intrecciava i crini dei cavalli che gli stavano simpatici e intricava di brutto quelli dei cavalli che gli stavano sull’anima…sempre allo stesso modo dava la biada al cavallo simpatico e faceva deperire l’antipatico…così,senza ragione apparente…faceva smettere di fare le uova alle galline,faceva cagliare il latte degli allevatori…insomma era davvero una bella scocciatura…
Nella mia testolina di bimba questi racconti erano come una favola un po’ paurosa…però nonna mi diceva che se facevo la brava niente mi sarebbe successo..e poi era difficile che Lu Laùru fosse nascosto in casa dei nonni, perché loro non avevano i cavalli…dè…nonnino moderno..lui aveva già l’apino….
lol! Questo è il mio ricordo dei racconti sul simpatico essere dispettoso…e ora vi posto quello che ho trovato su internet al riguardo…nonna…me lo potevi pure dire che era una specie di nano malefico… Cool

Quel folletto dispettoso nascosto nelle case salentine
Il "laurieddhu", spiritello di antiche origini, è una figura fantastica ma ben radicata nella tradizione popolare. Con nomi diversi, con caratteristiche simili ma con predilezioni particolari, a secondo del territorio dove esplica il suo incredibile e spesso inspiegabile mandato, lo spiritello che è ben vivo nella realtà agreste meridionale e salentina ha una storia che è quella dell'intero genere umano.
C'è sempre stato, insomma, un quid legato al mistero, all'incapacità dell'uomo di dominare per intero la Natura che, anzi, si prende licenza e si fa beffe delle abitudini e delle richieste più tradizionali della gente comune.
Ed è singolare che cambi il nome con molta frequenza, quasi a voler confondere le idee, quasi a voler sottolineare le mille sfaccettature del suo misterioso incedere, senza fissa dimora, ma sempre collocato nelle abitazioni umane.
Tanto che, nel leccese, è denominato Lauru o Laurieddhu, rifacendosi così in maniera esplicita ai protettori per eccellenza della sacralità della casa, i Lares di latina memoria.
Un po' più a sud diventa Monacieddhu e, anche in questo caso, l'origine è vicina alla denominazione greca, del monastero bizantino (laura) proprio in terre che hanno visto numerose presenze di monaci bizantini. Sempre a sud è anche presente come Scazzamurieddhu, dizione più complessa ma sempre di origini comuni e squisitamente salentine.
Singolare è poi come viene chiamato in Basilicata "monachicchio" e come la sua raffigurazzione sia praticamente la stessa: piccolissimo, allegro, chiacchierone, malizioso, non sa pronunciare la "r" ed è molto affezionato al suo cappuccio, grande e di colore rosso.
Ed è proprio questo il suo punto debole: se si riesce a rubarglielo, farà di tutto per riottenerlo, disposto a far scaturire monete e gioielli dal sottosuolo e, soprattutto a realizzare positivamente gli sforzi per il ritrovamento dell'acchiatura, ovvero del tesoro nascosto ed introvabile per tutti, per il fortunato che avrà le indicazioni giuste dal dispettoso folletto. Perché dispettoso ad oltranza è questo piccolo, fantastico essere: perseguita volentieri le giovane donne, dedica la sua attenzione a combinare disastri di piccolo cabotaggio, localizzati sempre nelle mura della casa che elegge a propria dimora. Ed ha un debole per i crini e le code degli animali che ama intrecciare inestricabilmente.
Burloni di notevole spessore, ecco a cosa si dedicano i nostri spiritelli, secondo quanto scrive Carlo Levi: " fanno il solletico sotto i piedi agli uomini addormentati, tirano via le lenzuola dei letti, buttano sabbia negli occhi, rovesciano bicchieri pieni di vino, si nascondono nelle correnti d'aria e fanno volare le carte e cadere i panni stesi in modo che si insudicino, tolgono le sedie di sotto alle donne sedute, nascondono gli oggetti nei luoghi più impensati, fanno cagliare il latte, danno pizzicotti, tirano i capelli, pungono e fischiano come zanzare".
La loro origine, la nascita e provenienza sono misteriosi: c'è chi afferma che sono gli spiriti dei bambini morti senza battesimo, chi parla di angeli giunti in ritardo alle porte del paradiso e condannati a vagare senza requie.
Nel barese c'è una romantica evoluzione che costringe l'ombra di una persona ad essere murata in una casa. E proprio quest'ombra, cercando di liberarsi, causa guai a non finire: il legame con i lares è sempre molto vivido. Ma le tradizioni, squisitamente salentina, vuole che laurieddhu ponga ai più fortunati con i quali ha uno scambio di parole, un facile quesito: tampagni, sordi; sordi, tampagni, ovvero soldi o coperchi. Naturalmente offrendo coperchi a chi sceglie di essere ricco, riservando i soldi per coloro (pochissimi, crediamo…)che scelgono i tampagni….
Il laurieddhu è, dunque, tra le più genuine figure della tradizione popolare salentina.
E ha antenati illustri, di gran fama: dal Farfarello dantesco ai folletti Ariele e Berbino di shakespeariana memoria.
Dalle creature magiche di Ibsen e Dickens a quelle meno conosciute ma altrettanto affascinanti, dei racconti delle nostre nonne.

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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  visir il Mer 23 Apr 2008 - 23:34

mia dolce Tai, sembra incredibile ma sta storia (bellissima: un mito è bello comunque, ma, vissuto, vale doppio..) mi suonava gia sentita...
e infatti.. tempo fa, sul muz, si ragionava con Ivory di "balla" di Umberto Balsamo. Avevo fatto una ricerca su ste cazzo di trecce ai cavalli.. ed erano ventuti fuori proprio i tuoi mostricciattoli terun... Very Happy

riporto in integrale il post, da "la canzone che scrivo per te" del Muzemal:

... una delle canzoni cult dell'adolescenza visiresca.... ma non mi ero mai posto il problema...
Nelle prime 20 pagine di google appuriamo che:
- la maggior parte della gente si preoccupa di un dettaglio insignificante, se si dica "sciolgo le le trecce AI cavalli" o "E i cavalli". In che, se mai fosse necessario, dimostra quanto la maggior parte delle persone sia scassacazzo per principio.
Il soggetto che subisce lo scioglimento sono, in ambedue i casi, "i cavalli". Tralasciando che dice "E i cavalli"... anche per dare un soggetto corretto al successivo verbo "corrono"....
- Non solo le persone, ma anche le creature fantastiche, amano evidentemente la triturazione testicolare altrui fine a sè stessa. Ste benedette trecce le facevano infatti i folletti (o le streghe) durante la notte, evidentemente non avendo modi meno idioti per passare il tempo..

Pur non avendo trovato una risposta definitiva, direi pertanto che lo sciogliere le trecce vada interpretato come la liberazione da una sorta di "fattura" maligna. A quel punto, i cavalli possono correre..... e il tipo può godere delle grazie della signorina sgambettante....

forse per la presenza equina, o per una certa assonanza musical-gioiosa, o perchè l'epoca è quella.....
ma "Balla" mi ha sempre evocato un forte legame con Samarcanda.

Versione Vecchioni-Branduardi, in un simpatico video con ...... Stanlio e Ollio.......

https://www.youtube.com/watch?v=MrcnYaOOxfE
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Re: Leggende metropolitane e non....

Messaggio  visir il Ven 18 Lug 2008 - 20:49

PROSEGUE LA PAUSA ESTIVA.... NATURALMENTE, SE QUALCUNO HA TEMPO E VOGLIA, IL FORUM E' APERTO...
SICCOME TEMO CHE L'INATTIVITA' POSSA CANCELLARE QUALCHE TOPIC, SPAMMO STO MESSAGGIO OVUNQUE.... BACIONI A TUTTI, E PER LA BIRRETTA IL MARINA 2 VI ASPETTA!!
Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
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