Una visita al Museo
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Una visita al Museo
Naturalmente non si tratta di andare a trovare il Visir...
Oggiù,non è mica così vecchio! Cioè,vecchio sì...ma è più un rottame,che un pezzo da Museo...
Diciamo che è un pezzo...
Facciamo invece una passeggiata virtuale tra quadri e sculture,senza la pretesa di essere critici d'arte.
Solo con la voglia di riempirci gli occhi di tutto ciò che di bello,a volte anche incomprensibile o sgradevole,gli artisti ci hanno lasciato in eredità.
Buona scoperta...o riscoperta...a tutti...
Oggiù,non è mica così vecchio! Cioè,vecchio sì...ma è più un rottame,che un pezzo da Museo...
Diciamo che è un pezzo...
Facciamo invece una passeggiata virtuale tra quadri e sculture,senza la pretesa di essere critici d'arte.
Solo con la voglia di riempirci gli occhi di tutto ciò che di bello,a volte anche incomprensibile o sgradevole,gli artisti ci hanno lasciato in eredità.
Buona scoperta...o riscoperta...a tutti...

Silenzio Stampa
Re: Una visita al Museo
Gustav Klimt.
Vienna, 14 luglio 1862 – Neubau, 6 febbraio 1918.
Pittore austriaco,è stato uno dei massimi esponenti della Art Nouveau (lo Stile Liberty).
Protagonista di primo livello nella Secessione Viennese,quella corrente artistica composta principalmente da pittori e architetti che travolse l'Europa ed in particolare i Paesi Tedeschi.
I giovani artisti di fine Ottocento cercavano nuove forme di espressione...
I tempi erano maturi,la civiltà europea si stava evolvendo rapidamente,le città crescevano a dismisura.
In questo contesto gli artisti emergenti vennero presi dall'irrefrenabile necessità di liberarsi dai vecchi schemi e cercare forme più leggere e meno moralistiche con cui esprimersi.
La borghesia dell'epoca rimase entusiasta della novità e ne divenne la principale promotrice,commissionando molte delle opere realizzate in quegli anni.
Il movimento durò pochi anni,esaurendosi rapidamente.Ma il suo impatto fu notevole e raggiunse lo scopo,tanto che Klimt viene considerato di diritto il vero fondatore della pittura moderna...
Klimt proveniva da una famiglia piuttosto numerosa:era infatti il secondo di sette fratelli.
Il padre era orafo,la madre un'appassionata di musica lirica.Crebbe quindi abituato all'arte nelle sue svariate forme,e nonostante il dissesto economico che colpì la sua famiglia nel 1873,tre anni dopo si iscrisse alla Scuola d'arte e mestieri del Museo Autriaco,dove si cimentò con profitto nel mosaico,nella decorazione,nella ceramica...
Instancabilmente curioso nell'apprendere molteplici tecniche,visionario e carnale al tempo stesso,concepiva la sua arte come grande impatto visivo e totale libertà dal moralismo rigido e bigotto di quei tempi.
Tra i suoi disegni si trovano numerosi studi in cui ritraeva le modelle mentre praticavano autoerotismo;e vere e proprie raffigurazioni di atti sessuali,rigorosamente studiati dal vivo coi modelli che si prestavano a tale finalità.
Artista molto prolifico,subì comunque una battuta d'arresto notevole,che durò circa tre anni,a causa della profonda prostrazione provata x la morte del padre prima,e x quella del fratello Ernst (che frequentava con lui la Scuola d'arte e col quale lavorava spesso) pochi mesi più tardi.
I retaggi del lavoro paterno,uniti a due viaggi a Ravenna dove studiò in maniera particolareggiata lo sfarzo dei mosaici bizantini,gli suggerirono la svolta decisiva nelle sue opere.
La profusione di oro nei suoi quadri...quel suo modo sensuale di giocare con le tonalità,trasfigurandole e modulandole in continui passaggi dall'opaco al brillante,divennero il suo marchio di fabbrica.
L'innovativo e scandaloso Klimt è riuscito a dare una spallata decisiva al rigido schema accademico dell'arte,ricevendo consensi ovunque.Nn di rado le sue opere venivano premiate alle esposizioni.
Al ritorno da un viaggio a Roma,l'11 gennaio 1918,venne colpito da un ictus che lo condusse alla morte il 6 febbraio.
L'allievo ed amico Egon Schiele lo ritrasse sul letto di morte.

Vienna, 14 luglio 1862 – Neubau, 6 febbraio 1918.
Pittore austriaco,è stato uno dei massimi esponenti della Art Nouveau (lo Stile Liberty).
Protagonista di primo livello nella Secessione Viennese,quella corrente artistica composta principalmente da pittori e architetti che travolse l'Europa ed in particolare i Paesi Tedeschi.
I giovani artisti di fine Ottocento cercavano nuove forme di espressione...
I tempi erano maturi,la civiltà europea si stava evolvendo rapidamente,le città crescevano a dismisura.
In questo contesto gli artisti emergenti vennero presi dall'irrefrenabile necessità di liberarsi dai vecchi schemi e cercare forme più leggere e meno moralistiche con cui esprimersi.
La borghesia dell'epoca rimase entusiasta della novità e ne divenne la principale promotrice,commissionando molte delle opere realizzate in quegli anni.
Il movimento durò pochi anni,esaurendosi rapidamente.Ma il suo impatto fu notevole e raggiunse lo scopo,tanto che Klimt viene considerato di diritto il vero fondatore della pittura moderna...
Klimt proveniva da una famiglia piuttosto numerosa:era infatti il secondo di sette fratelli.
Il padre era orafo,la madre un'appassionata di musica lirica.Crebbe quindi abituato all'arte nelle sue svariate forme,e nonostante il dissesto economico che colpì la sua famiglia nel 1873,tre anni dopo si iscrisse alla Scuola d'arte e mestieri del Museo Autriaco,dove si cimentò con profitto nel mosaico,nella decorazione,nella ceramica...
Instancabilmente curioso nell'apprendere molteplici tecniche,visionario e carnale al tempo stesso,concepiva la sua arte come grande impatto visivo e totale libertà dal moralismo rigido e bigotto di quei tempi.
Tra i suoi disegni si trovano numerosi studi in cui ritraeva le modelle mentre praticavano autoerotismo;e vere e proprie raffigurazioni di atti sessuali,rigorosamente studiati dal vivo coi modelli che si prestavano a tale finalità.
Artista molto prolifico,subì comunque una battuta d'arresto notevole,che durò circa tre anni,a causa della profonda prostrazione provata x la morte del padre prima,e x quella del fratello Ernst (che frequentava con lui la Scuola d'arte e col quale lavorava spesso) pochi mesi più tardi.
I retaggi del lavoro paterno,uniti a due viaggi a Ravenna dove studiò in maniera particolareggiata lo sfarzo dei mosaici bizantini,gli suggerirono la svolta decisiva nelle sue opere.
La profusione di oro nei suoi quadri...quel suo modo sensuale di giocare con le tonalità,trasfigurandole e modulandole in continui passaggi dall'opaco al brillante,divennero il suo marchio di fabbrica.
L'innovativo e scandaloso Klimt è riuscito a dare una spallata decisiva al rigido schema accademico dell'arte,ricevendo consensi ovunque.Nn di rado le sue opere venivano premiate alle esposizioni.
Al ritorno da un viaggio a Roma,l'11 gennaio 1918,venne colpito da un ictus che lo condusse alla morte il 6 febbraio.
L'allievo ed amico Egon Schiele lo ritrasse sul letto di morte.
Silenzio Stampa
Ultima modifica di ivorycronos il Lun 28 Lug 2008 - 20:28, modificato 1 volta
Re: Una visita al Museo
Nel 1894 Gustav Klimt e il collega Franz Matsch ottennero l'incarico di realizzare alcuni grandi pannelli decorativi x l'Aula Magna dell'Università di Vienna.
I due artisti lavorarono indipendentemente l'uno dall'altro,suddividendosi i pannelli da dipingere.
A Klimt spettò il compito di rappresentare la filosofia,la medicina e la giurisprudenza;ma si occupò concretamente della realizzazione solo a partire dal 1899,nonostante il gran numero di bozzetti già prodotti...
Il primo pannello,la Filosofia,viene portato a termine tra il 1899 e il 1900.
Il secondo pannello,la Medicina,Klimt lo realizza tra il 1900 e l'anno successivo.
Com'è facile da prevedere le due opere danno una più scandalo dell'altra,al punto che viene presentata un'interpellanza parlamentare al Ministro dell'Educazione.
Il 1903 vede la consegna del terzo pannello della serie,la Giurisprudenza.
A quel punto,nonostante le vibranti proteste di Klimt,le tre opere vengono rimosse e depositate presso la Österreichische Galerie.
L'insoddisfazione espressa dal committente (il Ministero dell'Educazione),l'incompatibilià tra le sue opere e quelle complementari del collega Matsch e,in ultimo,la coscienza della propria evoluzione artistica che lo induceva a rielaborare le opere appena terminate (stava infatti appena entrando nel suo "periodo d'oro"),spinsero Klimt a ritirare i pannelli nel 1905.
L'industriale August Lederer e Koloman Moser comprarono i dipinti,che durante la seconda guerra mondiale vennero trasferiti nel castello di Immendorf per precauzione.
Lì bruciarono,nel 1945,a causa dell'incendio appiccato dalle SS nel corso della loro ritirata.
Di essi nn resta nulla,se nn una serie di riproduzioni fotografiche in bianco e nero...
Si sa che Medicina era concepita su tonalità oscillanti tra il rosa e il porpora,come testimonia un'immagine di Hygeia,unica ad essere stata immortalata in uno scatto a colori.
Medizin (Medicina)
1900-1901:distrutto.
Questo pannello presenta una colonna di corpi avviluppati,nudi x la massima parte.
Un miscuglio di figure femminili in dolce attesa...bambini...vecchi...scheletri.Nascita,crescita,generazione e morte:è il flusso della vita.
Una figura di donna si stacca dalla colonna di corpi come a rappresentare la liberazione dal dolore.
In primo piano,ben evidenziata,Igea,dea della salute.Contrariamente a quello che la logica vorrebbe,non trasmette però la certezza rassicurante della scienza medica.
Assomiglia più ad una maga indifferente al genere umano e al suo destino,intenta com'è a dare ad esso le spalle...
Philosophie (Filosofia)
1899-1900:distrutto.
Propone un gruppo di corpi femminili avvinghiati,come in trance:rappresentano nascita,fecondità e morte.
Alla loro destra la parvenza di un volto affiorante dal fondale scuro vuole rappresentare la sfera terrestre come enigma dell'universo,ma sembra piuttosto suggerire la presenza del destino a sovrintendere le sorti degli esseri umani.
Jurisprudenz (Giurisprudenza)
1903:distrutto.
Giurisprudenza è invece piuttosto diverso.Manca della sensualità esibita dai precedenti...E' più cupo...
Sul fondale nero si stagliano le figure sinuose e femminili della Verità,della Giustizia e della Legge.
Al centro spicca la figura del condannato,avvolto dai tentacoli di una piovra.Il tutto è impreziosito dall'uso dell'oro.
...Invece della luce della conoscenza,l'impotenza di fronte al Destino.
Al posto dei simboli della Scienza,corpi nudi di donne fatali e segnali inquietanti di morte.
Le nudità davano senz'altro il pretesto a facili accuse di oscenità e pornografia.
Ma ciò che in realtà nn veniva tollerato dalla schematica opinione pubblica era soprattutto il senso di profonda incertezza e inquietudine che le immagini trasmettevano...invece di esaltare l'infallibilità pretenziosa della scienza e della conoscenza...
Hygeia (Igea)
particolare da Medizin

I due artisti lavorarono indipendentemente l'uno dall'altro,suddividendosi i pannelli da dipingere.
A Klimt spettò il compito di rappresentare la filosofia,la medicina e la giurisprudenza;ma si occupò concretamente della realizzazione solo a partire dal 1899,nonostante il gran numero di bozzetti già prodotti...
Il primo pannello,la Filosofia,viene portato a termine tra il 1899 e il 1900.
Il secondo pannello,la Medicina,Klimt lo realizza tra il 1900 e l'anno successivo.
Com'è facile da prevedere le due opere danno una più scandalo dell'altra,al punto che viene presentata un'interpellanza parlamentare al Ministro dell'Educazione.
Il 1903 vede la consegna del terzo pannello della serie,la Giurisprudenza.
A quel punto,nonostante le vibranti proteste di Klimt,le tre opere vengono rimosse e depositate presso la Österreichische Galerie.
L'insoddisfazione espressa dal committente (il Ministero dell'Educazione),l'incompatibilià tra le sue opere e quelle complementari del collega Matsch e,in ultimo,la coscienza della propria evoluzione artistica che lo induceva a rielaborare le opere appena terminate (stava infatti appena entrando nel suo "periodo d'oro"),spinsero Klimt a ritirare i pannelli nel 1905.
L'industriale August Lederer e Koloman Moser comprarono i dipinti,che durante la seconda guerra mondiale vennero trasferiti nel castello di Immendorf per precauzione.
Lì bruciarono,nel 1945,a causa dell'incendio appiccato dalle SS nel corso della loro ritirata.
Di essi nn resta nulla,se nn una serie di riproduzioni fotografiche in bianco e nero...
Si sa che Medicina era concepita su tonalità oscillanti tra il rosa e il porpora,come testimonia un'immagine di Hygeia,unica ad essere stata immortalata in uno scatto a colori.
Medizin (Medicina)
1900-1901:distrutto.
Questo pannello presenta una colonna di corpi avviluppati,nudi x la massima parte.
Un miscuglio di figure femminili in dolce attesa...bambini...vecchi...scheletri.Nascita,crescita,generazione e morte:è il flusso della vita.
Una figura di donna si stacca dalla colonna di corpi come a rappresentare la liberazione dal dolore.
In primo piano,ben evidenziata,Igea,dea della salute.Contrariamente a quello che la logica vorrebbe,non trasmette però la certezza rassicurante della scienza medica.
Assomiglia più ad una maga indifferente al genere umano e al suo destino,intenta com'è a dare ad esso le spalle...
Philosophie (Filosofia)
1899-1900:distrutto.
Propone un gruppo di corpi femminili avvinghiati,come in trance:rappresentano nascita,fecondità e morte.
Alla loro destra la parvenza di un volto affiorante dal fondale scuro vuole rappresentare la sfera terrestre come enigma dell'universo,ma sembra piuttosto suggerire la presenza del destino a sovrintendere le sorti degli esseri umani.
Jurisprudenz (Giurisprudenza)
1903:distrutto.
Giurisprudenza è invece piuttosto diverso.Manca della sensualità esibita dai precedenti...E' più cupo...
Sul fondale nero si stagliano le figure sinuose e femminili della Verità,della Giustizia e della Legge.
Al centro spicca la figura del condannato,avvolto dai tentacoli di una piovra.Il tutto è impreziosito dall'uso dell'oro.
...Invece della luce della conoscenza,l'impotenza di fronte al Destino.
Al posto dei simboli della Scienza,corpi nudi di donne fatali e segnali inquietanti di morte.
Le nudità davano senz'altro il pretesto a facili accuse di oscenità e pornografia.
Ma ciò che in realtà nn veniva tollerato dalla schematica opinione pubblica era soprattutto il senso di profonda incertezza e inquietudine che le immagini trasmettevano...invece di esaltare l'infallibilità pretenziosa della scienza e della conoscenza...
Hygeia (Igea)
particolare da Medizin

Silenzio Stampa
Re: Una visita al Museo
ART BRUT
Il termine Art Brut (Arte Grezza) venne coniato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet.
Con esso voleva definire le opere realizzate,senza alcuna base tecnica e con mezzi poveri,da quelli che oggi definiremmo "soggetti disagiati".
Si trattava infatti di artisti totalmente autodidatti,amatoriali,che partorivano le loro opere usando materiali anche scadenti o di recupero,in quanto reclusi.
Prigionieri,ma soprattutto pazienti di case di cura x malattie mentali.
Dubuffet intendeva in questo modo definire un'espressione artistica totalmente spontanea e priva di ogni schema,completamente digiuna dei parametri accademici che la logica vorrebbe fondamentali al fine di produrre opere d'arte.
Dubuffet invece amava ed esaltava quadri e sculture dai colori spesso forti e "sbavati",dai contorni primitivi come se fossero stati modellati dalle mani di un bambino,e soprattutto completamente estranei al circuito delle esposizioni e del riconoscimento.
"Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici - dove le preoccupazioni della concorrenza, l'acclamazione e la promozione sociale non interferiscono - sono, proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti„ (Jean Dubuffet)
Un sinonimo spesso usato x definire l'Art Brut è "Outsider Art",coniato nel 1972 da un critico d'arte inglese.Ma è un termine dalla definizione più dilatata,che comprende anche tutti quegli autodidatti dediti all'Arte naïve che semplicemente rifiutano di "istituzionalizzarsi" all'interno del circuito artistico convenzionale.
In questo caso parliamo di artisti le cui opere saltano fuori dopo la loro morte,al contrario di molti Art Brut che ricevettero consensi già durante l'attività nei manicomi o nelle carceri.
Qualsiasi termine si voglia usare,parliamo cmq di arte totalmente libera,di uno sfogo istintivo che se ne infischia delle regole...e anche del "bello" canonicamente concepito...
Il termine Art Brut (Arte Grezza) venne coniato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet.
Con esso voleva definire le opere realizzate,senza alcuna base tecnica e con mezzi poveri,da quelli che oggi definiremmo "soggetti disagiati".
Si trattava infatti di artisti totalmente autodidatti,amatoriali,che partorivano le loro opere usando materiali anche scadenti o di recupero,in quanto reclusi.
Prigionieri,ma soprattutto pazienti di case di cura x malattie mentali.
Dubuffet intendeva in questo modo definire un'espressione artistica totalmente spontanea e priva di ogni schema,completamente digiuna dei parametri accademici che la logica vorrebbe fondamentali al fine di produrre opere d'arte.
Dubuffet invece amava ed esaltava quadri e sculture dai colori spesso forti e "sbavati",dai contorni primitivi come se fossero stati modellati dalle mani di un bambino,e soprattutto completamente estranei al circuito delle esposizioni e del riconoscimento.
"Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici - dove le preoccupazioni della concorrenza, l'acclamazione e la promozione sociale non interferiscono - sono, proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti„ (Jean Dubuffet)
Un sinonimo spesso usato x definire l'Art Brut è "Outsider Art",coniato nel 1972 da un critico d'arte inglese.Ma è un termine dalla definizione più dilatata,che comprende anche tutti quegli autodidatti dediti all'Arte naïve che semplicemente rifiutano di "istituzionalizzarsi" all'interno del circuito artistico convenzionale.
In questo caso parliamo di artisti le cui opere saltano fuori dopo la loro morte,al contrario di molti Art Brut che ricevettero consensi già durante l'attività nei manicomi o nelle carceri.
Qualsiasi termine si voglia usare,parliamo cmq di arte totalmente libera,di uno sfogo istintivo che se ne infischia delle regole...e anche del "bello" canonicamente concepito...
Silenzio Stampa
Re: Una visita al Museo
Tarcisio Merati,detto Coccolone.
(Bonate Sopra, 27 maggio 1934 – Bergamo, 22 ottobre 1995)
E' stato uno dei più importanti artisti manicomiali italiani.
Nato in provincia di Bergamo,proveniente da una famiglia di artigiani,viene ricoverato in manicomio x la prima volta nell'estate del '59.
La cartella clinica recita: "Sindrome dissociativa,schizofrenia".In seguito,gli viene diagnosticato anche un ritardo mentale.
Entra ed esce continuamente dai manicomi,e x lui pare nn via sia alcun miglioramento.
In particolare tra il 1974 e il 1984,nn gli viene attribuito nessun cambiamento sostanziale nei modi e nelle manifestazioni.
Eppure qualcosa è accaduto in quel lasso di tempo...
Merati comincia a sfruttare il laboratorio del manicomio x dipingere quadri piuttosto astratti.
Ad iniziarlo probabilmente ai rudimenti del pennello e all'amore x i colori è Amilcare Cristini,che gestisce il reparto della clinica di Bergamo dove è ricoverato.
I due interagiscono,sono grandi amici,si scambiano opinioni sulla pittura.
Inoltre Merati si diletta anche con le parole e con la musica.Suona il pianoforte in maniera scarna e con cadenze ossessivamente ripetitive,e possiede una straordinaria eccentricità linguistica.Crea componimenti di versi tanto incomprensibili quanto geniali.
Merati,seppur in modo assolutamente nn convenzionale,interagisce col mondo esterno in diversi modi.
E lo fa sempre con gioia,giocosamente,in modo esplosivo e vitale.
Eppure le cartelle cliniche nn riportano alcun "miglioramento".
I suoi sforzi x vivere nn gli vengono minimamente riconosciuti dai medici...
I soggetti che ritrae sono come dei giocattoli:pigne,uccellini,treni...nelle sue mani,attraverso il suo pennello,si trasformano in forme allegre e colorate,piene di vita.
A seguito della legge Basaglia ottiene il permesso x uscire dalla clinica e va a vivere con la sorella.
Ma,stranamente,questo suo ritorno ad una vita "normale" uccide la sua vena artistica.
Merati smette di dipingere e quando ci riprova,molto tempo dopo,il suo estro è ormai totalmente perduto.
Appare stanco...come sbiadito...
Nel 1993 gli viene organizzata una mostra personale dove riscuote molti consensi.E un'altra arriverà nel 2006,con un successo clamoroso.Ma Merati nn potrà goderne:un tumore al polmone se l'è portato via nel '95.
Alcuni commenti alla vita artistica di "Coccolone":
« ...Ancor più vero, unico, eccezionale è il linguaggio grafico con cui Tarcisio si esprime. In esso i contenuti simbolici appaiono chiari, evidenti, indispensabili. Sono questi simboli, espressi nelle forme e nei colori, che rendono ricca, emozionante, intensa, universale l'opera di Tarcisio. Molti dei dipinti di Tarcisio, soprattutto quelli che risalgono agli anni '75-'76, ritraggono organi interni del corpo umano: cuore, intestini, cervello, utero, pene con canale uretrale in evidenza, in particolare elementi che riguardano l'area genitale (figure a lato). Tarcisio "sente" questi organi minacciosi e persecutori anche quando li disegna con colori vivacissimi che ricordano la cromia di Klimt, o di Kandinskij.... »
(Estratto da un intervento di Maria Rita Parsi)
« Tarcisio Merati è l’artista manicomiale per eccellenza: al riparo dal mondo ostile contro il quale si è paludato in forma di romanziere, musicista, uomo politico, maestro; al riparo dalle miserie e dalla volgarità può finalmente dedicarsi all’esercizio della meraviglia. »
(Estratto da un intervento di Bianca Tosatti)
« ... E la parola pittore, cosi come forse soltanto per Van Gogh, non dà ragione sufficiente della grande, epica impresa di Merati. In lui la pittura urge come la vita, é la vita stessa.... »
(Estratto da un intervento di Vittorio Sgarbi)
(Bonate Sopra, 27 maggio 1934 – Bergamo, 22 ottobre 1995)
E' stato uno dei più importanti artisti manicomiali italiani.
Nato in provincia di Bergamo,proveniente da una famiglia di artigiani,viene ricoverato in manicomio x la prima volta nell'estate del '59.
La cartella clinica recita: "Sindrome dissociativa,schizofrenia".In seguito,gli viene diagnosticato anche un ritardo mentale.
Entra ed esce continuamente dai manicomi,e x lui pare nn via sia alcun miglioramento.
In particolare tra il 1974 e il 1984,nn gli viene attribuito nessun cambiamento sostanziale nei modi e nelle manifestazioni.
Eppure qualcosa è accaduto in quel lasso di tempo...
Merati comincia a sfruttare il laboratorio del manicomio x dipingere quadri piuttosto astratti.
Ad iniziarlo probabilmente ai rudimenti del pennello e all'amore x i colori è Amilcare Cristini,che gestisce il reparto della clinica di Bergamo dove è ricoverato.
I due interagiscono,sono grandi amici,si scambiano opinioni sulla pittura.
Inoltre Merati si diletta anche con le parole e con la musica.Suona il pianoforte in maniera scarna e con cadenze ossessivamente ripetitive,e possiede una straordinaria eccentricità linguistica.Crea componimenti di versi tanto incomprensibili quanto geniali.
Merati,seppur in modo assolutamente nn convenzionale,interagisce col mondo esterno in diversi modi.
E lo fa sempre con gioia,giocosamente,in modo esplosivo e vitale.
Eppure le cartelle cliniche nn riportano alcun "miglioramento".
I suoi sforzi x vivere nn gli vengono minimamente riconosciuti dai medici...
I soggetti che ritrae sono come dei giocattoli:pigne,uccellini,treni...nelle sue mani,attraverso il suo pennello,si trasformano in forme allegre e colorate,piene di vita.
A seguito della legge Basaglia ottiene il permesso x uscire dalla clinica e va a vivere con la sorella.
Ma,stranamente,questo suo ritorno ad una vita "normale" uccide la sua vena artistica.
Merati smette di dipingere e quando ci riprova,molto tempo dopo,il suo estro è ormai totalmente perduto.
Appare stanco...come sbiadito...
Nel 1993 gli viene organizzata una mostra personale dove riscuote molti consensi.E un'altra arriverà nel 2006,con un successo clamoroso.Ma Merati nn potrà goderne:un tumore al polmone se l'è portato via nel '95.
Alcuni commenti alla vita artistica di "Coccolone":
« ...Ancor più vero, unico, eccezionale è il linguaggio grafico con cui Tarcisio si esprime. In esso i contenuti simbolici appaiono chiari, evidenti, indispensabili. Sono questi simboli, espressi nelle forme e nei colori, che rendono ricca, emozionante, intensa, universale l'opera di Tarcisio. Molti dei dipinti di Tarcisio, soprattutto quelli che risalgono agli anni '75-'76, ritraggono organi interni del corpo umano: cuore, intestini, cervello, utero, pene con canale uretrale in evidenza, in particolare elementi che riguardano l'area genitale (figure a lato). Tarcisio "sente" questi organi minacciosi e persecutori anche quando li disegna con colori vivacissimi che ricordano la cromia di Klimt, o di Kandinskij.... »
(Estratto da un intervento di Maria Rita Parsi)
« Tarcisio Merati è l’artista manicomiale per eccellenza: al riparo dal mondo ostile contro il quale si è paludato in forma di romanziere, musicista, uomo politico, maestro; al riparo dalle miserie e dalla volgarità può finalmente dedicarsi all’esercizio della meraviglia. »
(Estratto da un intervento di Bianca Tosatti)
« ... E la parola pittore, cosi come forse soltanto per Van Gogh, non dà ragione sufficiente della grande, epica impresa di Merati. In lui la pittura urge come la vita, é la vita stessa.... »
(Estratto da un intervento di Vittorio Sgarbi)
Silenzio Stampa
Ultima modifica di ivorycronos il Gio 31 Lug 2008 - 22:48, modificato 1 volta
Re: Una visita al Museo

Macchinetta trombetta,di Tarcisio Merati.

Uccellino alla finestra,Merati.
Uccellino sul nidino.
Tarcisio Merati,detto Coccolone.
Silenzio Stampa
Re: Una visita al Museo
IL CARBONCINO
Il disegno a carboncino è la più antica forma di disegno conosciuta,in quanto la materia prima era semplicissima da procurare.
Il carboncino naturale,infatti,si ottiene banalmente carbonizzando dei pezzetti di legno.
Questo procedimento dà vita ad un materiale molto malleabile e dalle sfumature pressochè infinite,in quanto la durezza (o la morbidezza) della mina sono date dalla durata del processo di carbonizzazione.
Lascia un tratto grigio-nero di dimensioni nn troppo sottili,ed è usato principalmente x realizzare disegni di grandi dimensioni,in quanto un tratto troppo sottile (e quindi preciso e privo si "sbavature") invoglierebbe l'artista a soffermarsi x definire i particolari con troppo anticipo.
Viene usato anche nella tecnica dello spolvero.
Esiste anche un altro tipo di carboncino:quello compresso.
Viene realizzato comprimendo assieme antracite e colla di farina,che vengono modellate sotto pressione fino ad ottenere un bastoncino lungo circa 12 cm.
Il prodotto finale è molto fragile e dona un tratto nero e deciso,profondo e regolare.Nn offre un'ampia gamma di sfumature come il carboncino naturale,e viene quindi usato x disegni grafici,particolarmente tecnici e regolari.

Un esempio di disegno a carboncino.Notare i tratti pastosi e le molte sfumature ottenibili sia nella definizione dei particolari,che nella creazione dei punti luce e dell'ombreggiatura.
Il disegno a carboncino è la più antica forma di disegno conosciuta,in quanto la materia prima era semplicissima da procurare.
Il carboncino naturale,infatti,si ottiene banalmente carbonizzando dei pezzetti di legno.
Questo procedimento dà vita ad un materiale molto malleabile e dalle sfumature pressochè infinite,in quanto la durezza (o la morbidezza) della mina sono date dalla durata del processo di carbonizzazione.
Lascia un tratto grigio-nero di dimensioni nn troppo sottili,ed è usato principalmente x realizzare disegni di grandi dimensioni,in quanto un tratto troppo sottile (e quindi preciso e privo si "sbavature") invoglierebbe l'artista a soffermarsi x definire i particolari con troppo anticipo.
Viene usato anche nella tecnica dello spolvero.
Esiste anche un altro tipo di carboncino:quello compresso.
Viene realizzato comprimendo assieme antracite e colla di farina,che vengono modellate sotto pressione fino ad ottenere un bastoncino lungo circa 12 cm.
Il prodotto finale è molto fragile e dona un tratto nero e deciso,profondo e regolare.Nn offre un'ampia gamma di sfumature come il carboncino naturale,e viene quindi usato x disegni grafici,particolarmente tecnici e regolari.
Un esempio di disegno a carboncino.Notare i tratti pastosi e le molte sfumature ottenibili sia nella definizione dei particolari,che nella creazione dei punti luce e dell'ombreggiatura.
Silenzio Stampa
Re: Una visita al Museo
La Tecnica Dello Spolvero
Di base,è una tecnica molto semplice che consente di riportare un disegno su un'altra superficie x duplicarlo.
Su un cartone preparatorio,si disegna a grandi linee la figura che si vuole rappresentare.
Terminato il disegno,si perforano i contorni della figura con un ago,dopodichè si appoggia il cartone sulla superficie che si desidera decorare e lo si tampona lungo la foratura col carboncino (di cui abbiamo già accennato in precedenza),o con una sanguigna o con la grafite.
Una volta rimosso il cartoncino,si avrà un abbozzo del disegno che verrà completato con le varie rifiniture.
Se x il ricalco si adopera un foglio di carta trasparente o il lucido,la riproduzione risulterà ancora più nitida.
E' una tecnica molto antica,che si usava x realizzare principalmente i grossi affreschi rinascimentali,ma veniva impiegata anche nella realizzazione "in serie" di ceramiche e porcellane decorate a mano,che in questo modo consentivano di lavorare anche a chi nn sapeva disegnare molto bene.
Ovviamente al giorno d'oggi,con le nuove tecnologie a disposizione (in particolare le riproduzioni fotografiche),questa tecnica sta andando in disuso...



Un esempio di affresco realizzato con la tecnica dello spolvero.
Di base,è una tecnica molto semplice che consente di riportare un disegno su un'altra superficie x duplicarlo.
Su un cartone preparatorio,si disegna a grandi linee la figura che si vuole rappresentare.
Terminato il disegno,si perforano i contorni della figura con un ago,dopodichè si appoggia il cartone sulla superficie che si desidera decorare e lo si tampona lungo la foratura col carboncino (di cui abbiamo già accennato in precedenza),o con una sanguigna o con la grafite.
Una volta rimosso il cartoncino,si avrà un abbozzo del disegno che verrà completato con le varie rifiniture.
Se x il ricalco si adopera un foglio di carta trasparente o il lucido,la riproduzione risulterà ancora più nitida.
E' una tecnica molto antica,che si usava x realizzare principalmente i grossi affreschi rinascimentali,ma veniva impiegata anche nella realizzazione "in serie" di ceramiche e porcellane decorate a mano,che in questo modo consentivano di lavorare anche a chi nn sapeva disegnare molto bene.
Ovviamente al giorno d'oggi,con le nuove tecnologie a disposizione (in particolare le riproduzioni fotografiche),questa tecnica sta andando in disuso...



Un esempio di affresco realizzato con la tecnica dello spolvero.Silenzio Stampa






